Luca's profileLungo il Vettore di Matu...BlogListsGuestbookMore ![]() | Help |
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October 16 Le passioni e le virtù sono difetti solamente se portate all'estremo. Bentornati a voi, amichetti dei blog nel mio minimo spazio di sfogo personale, e bentornato a me sullo schermetto del pc di casa vostra, pronto a darvi il mio contributo alla razione giornaliera minima raccomandata di discorsi contorti & ragionamenti macchinosi! Non ho aggiornato molto spesso il blog recentemente, ma non per mancanza di voglia: semplicemenete perchè oramai da un pò di tempo mi sono disteso, e sono li fermo che aspetta un chissacchè, rimanendo in quel limbo piacevole e rassicurante di immutabilità. E io ci sto li, come quando la domenica mattina d'inverno ti devi alzare, ma c'è quel tepore tra le lenzuola, per il quale manderesti volentieri al diavolo il resto della giornata. Inoltre se non ci sono spunti interessanti, è inutile spremersi, non ci sono e basta. Avevo parlato in settimana di quali fossero i "cardini" della comunicazione, cercavo di trovare nuovi spunti per discuterne (ma sono ancora in alto mare) e perciò avevo deciso di rinviare ancora il post...fino a stasera. Mi è capitato di parlare proprio stasera di estremismo, giusto fino a poco fa. E non tanto di estremismo tout court, quanto di quella forma esasperata di passione verso il proprio oggetto di desiderio. Ho già trattato il desiderio nei post precedenti a più riprese, ma stasera vorrei puntualizzare proprio quest'accezione: per vivere un piacere, un'amore per qualcosa, è proprio necessario estremizzalo al punto da renderlo morboso? Ho avuto modo spesso di parlare con persone diverse che (in ambiti diversi ovviamente) avevano trasformato l'entusiasmo per la loro personale passione in una vera e propria mania; il che alla lunga mi risulta personalmente sgradevole anche nelle conversazioni con i diretti interessati, in preda a ostentazioni noiose e ripetitive. Mi preme ora far capire una cosa: la mia è (come sempre) un'opinione, in quanto tale non deve essere eretta a verità assoluta, è fallibile ed è personale. Quello che mi chiedevo è: ce n'è davvero bisogno? E' obbligatorio spendere migliaia di euro per un paio di scarpe se ti piace vestire bene? E' necessario vedere "Titanic" dodici volte per dire di essere una fan di Leonardo di Caprio (bravissimo attore, tra l'altro!)? Bisogna riempirsi di tatuaggi e piercing per essere alternativi? Ognuno è libero di fare le sue scelte e merita rispetto per queste ultime, ma sono io stesso libero di avere disgusto per queste forme di feticcio per il quale spesso i diretti interessati vengono meno anche a quello che sarebbe un provvidenziale buonsenso, e spesso sono loro che ne scapitano. E direi che più di tutti, come si evince dal titolo, il concetto l'aveva capito quel crucco di Goethe (di cui ho liberamente parafrasato il pensiero). Come sempre i commenti sono graditi, come sempre il mio spazio è finito e inizia il nostro. Vi lascio ai vostri pensieri Adieu! P.s.: Dedico il post alla mia compagna di mensa, che dopo due ore di statistica ha ancora abbastanza pazienza per ascoltare i miei deliri! :D Comments (4)
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